Svolta epocale: Googlebot può eseguire javascript e ajax

Chi opera nel settore dei motori di ricerca è abituato ai cambiamenti frequenti, ma non capita spesso di trovarsi di fronte a novità di portata storica. Da un freschissimo tweet di Matt Cuts si è avuta conferma del fatto che adesso Googlebot è in grado di eseguire javascript e ajax al fine di indicizzare alcuni contenuti dinamici prima “invisibili” allo spider.
Per comprendere la portata di questa novità si deve considerare che Google indicizza URLs, e che fino ad oggi il principio è stato: one resource, one url. Tecnologie come Ajax permettono di manipolare i contenuti di un documento senza variare l’URL, agendo come un’applicazione web e creando notevoli problemi a Googlebot, che non riusciva a “vedere” i contenuti generati dinamicamente. Non a caso, nella Guida per Webmaster di Google si suggeriva l’adozione della tecnica Hijax definita dallo sviluppatore Jeremy Keith, che prevedeva la realizzazione di un sito in semplice HTML ed il suo successivo potenziamento con Javascript/Ajax.

In poche parole, occorreva creare un semplice sito con collegamenti ipertestuali e form che passavano le informazioni al server al fine di ottenere la restituzione di una nuova pagina per ciascuna richiesta e solo successivamente si intercettavano i link e i dati inviati con i moduli per passare le relative informazioni con richiesta XMLhttp ed ottenere l’aggiornamento di singole parti del documento. In questo modo i browser che supportavano Js/Ajax potevano sfruttarne le potenzialità, mentre gli spider ed i browser che non li supportavano potevano accedere ad un nuovo documento attraverso normali link e moduli.

La novità appena annunciata potrebbe rendere inutile – ma è presto per stabilire come e quanto – il ricorso a questa tecnica di “progressive enhancing” e consentire a Google la piena indicizzazione dei contenuti generati dinamicamente con Javascript e Ajax.

Come impatterà questa modifica sui risultati delle ricerche? Come avverrà l’indicizzazione dei contenuti generati con Javascript e Ajax? Credo sia presto per dirlo: occorrerà un’attenta opera di monitoraggio per stabilire l’esatta portata di questa importante innovazione. Di sicuro, dovrò rivedere i materiali didattici dei corsi di formazione SEO :-)

Credo, però, che sia possibile fare una riflessione che reputo significativa e che si ricollega al discorso sulla SEO che affrontavo giusto qualche giorno fa in questo post: l’evoluzione dei motori di ricerca trasformerà sempre più il ruolo del SEO, rendendolo  sempre meno smanettone e sempre più esperto di strategie di comunicazione. Da sempre quella del SEO è stata una figura professionale caratterizzata da una conoscenza multidisciplinare, e così resterà anche nel futuro. Ciò che cambierà è il peso di ciascun settore di conoscenza all’interno del mix che compone il bagaglio culturale di un buon SEO.

Lo stesso Matt Cuts ha recentemente sostenuto che in un mondo ideale in cui i motori di ricerca fossero in grado di indicizzare il web senza intoppi e restituire sempre la migliore risposta agli utenti la SEO non avrebbe molte ragion d’essere, ma è evidente che questo mondo ideale è probabilmente destinato a restare un’aspirazione per lungo tempo. Man mano che i meccanismi dei motori si evolvono, però, ruolo e strategie del SEO cambiano di pari passo, trasformando quello che un tempo era un semplice smanettone in una figura professionale diversa – a mio avviso di caratura superiore – capace di offrire ai propri clienti vantaggi che travalicano la dimensione digitale.

Se si considera la progressiva integrazione dei vari strumenti di digital marketing e analytics e la sempre più stretta correlazione tra social e search…. non è escluso che presto si debba elaborare una nuova definizione per chi fa il nostro mestiere….

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