Google Freshness Update: dove va la search?

Nei giorni scorsi sul blog ufficiale di Google si è annunciato un nuovo, importante aggiornamento dell’algoritmo che si fonda su un semplice principio: fresh is best. Google parte dal presupposto che anche nel caso in cui l’utente non lo specifichi (è possibile indicare l’intervallo temporale dei documenti da visualizzare nelle SERPS), con ogni probabilità è a caccia di risultati non solo rilevanti, ma anche freschi. In base a questo assunto, se un utente cerca [champion's league] senza ulteriori specificazioni  è probabile che sia interessato all’edizione dell’anno in corso e  non a quella del 2005, pertanto Google ha deciso di dare maggiore evidenza ai risultati che, a partità di rilevanza, risultino più recenti.

Il dato che fa pensare è l’impatto stimato sulle SERPS di questo aggiornamento Caffeine 2.0: circa il 35% delle ricerche sarà interessato dalla novità, ma con un chiarimento: il 35% delle ricerche presenterà almeno 1 risultato interessato dalla modifica, mentre su un piano generale l’impatto stimato è del 6-10%. Ovviamente il principio fresh is best non può trovare applicazione per tutte le ricerche, ed infatti Google chiarisce che ciascuna ricerca esprime esigenze di freschezza diverse, aggiungendo che se un utente cerca una ricetta la sua esigenza può essere soddisfatta al meglio da un documento datato, mentre se cerca il punteggio di una squadra nel campionato in corso evidentemente ha bisogno di un risultato di poche ore o giorni.

Le principali ricerche che potranno essere impattate dal Freshness Update sono di tre tipi:

1) eventi recenti o argomenti caldi: chi effettua ricerche su fatti di attualità del mondo reale come di quello digitale, è certamente interessato alle informazioni più recenti. In queste ricerche si potrà notare una maggiore presenza di contenuti freschissimi, anche di pochi minuti;

2) eventi ricorrenti: nel caso di fiere, convegni, conferenze, competizioni sportive eccetera, è scontato che ogni ricerca effettuata dall’utenza mira ad ottenere informazioni attuali, ossia sull’edizione dell’anno in corso (passata, presente o dell’immediato futuro).

3) ricerche che vengono soddisfatte da risultati aggiornati frequentemente: chi cerca informazioni su prodotti o servizi (computer, auto, telecamere) probabilmente è interessato a quelle più recenti.

Sappiamo bene che l’obiettivo di Google è quello di rendere la search experience degli utenti sempre migliore. Questo continuo ritocco dell’algoritmo, che già oggi è di una complessità impressionante, renderà sempre più importante un approccio consapevole alla produzione di contenuti. Una volta ottimizzata la struttura tecnica del portale, infatti, sarà sempre più importante e remunerativo programmare con attenzione le pubblicazioni e curare la qualità delle informazioni fornite ai visitatori per poter sfruttare al meglio la ricerca organica come driver di traffico qualificato in tandem con le interazioni dei social media. Trucchi e trucchetti, che sul medio e lungo periodo non offrono garanzie, presenteranno un rapporto costi/benefici sempre meno vantaggiosi, perché man mano che l’algoritmo si farà più complesso nel tentativo di riconoscere e valorizzare i contenuti di qualità…. occorrerà un monte ore sempre più cospicuo per surrogare questa qualità con artifici e aggiramenti il cui esito non è garantito, soprattutto sulla distanza.

Cosa voglio dire? Che la SEO sarà sempre più integrata con le buone regole per la realizzazione di un sito e per la redazione dei relativi contenuti. Misurare e analizzare i dati di web analytics per affinare le strategie editoriali e di investimento sarà sempre più la chiave per il successo, ed il SEO/SEM/Digital Marketer sarà una figura sempre più irrinunciabile per un corretto equilibrio di strategie aziendali e gestione del marketing mix.

 

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